Intervista a Gianfranco Scalabrini, MD dell’hub romano di iStarter.

Valeria Tarallo / 12 Feb 2019

Gianfranco Scalabrini si laurea in Ingegneria Meccanica, orientamento Energia, con un PhD in Ingegneria dei Sistemi Termomeccanici. Subito dopo la laurea diventa Professore di Fisica Tecnica Industriale. Nel 2000 entra in Mckinsey & Co. dove ricopre il ruolo di Associate Partner nel settore industriale, principalmente in Power&Gas, Oil e Basic Material. Nel 2010 si trasferisce inAzimut/Benetti, leader mondiale nella produzione di yacht di lusso, come Central Director e CEO di tutte le consociate estere. Dopo un anno e mezzo, rientra nel mondo della consulenza e si unisce a 3HPartners, riprendendo inoltre l’attività accademica tra Londra, Milano e Roma. All’inizio del 2016, è nominato Presidente dell’Istituto Nazionale di Oncologia e Genetica molecolare dal Ministro della Salute.

Gianfranco è MD dell’hub romano di iStarter.

L’abbiamo incontrato in questi giorni per chiedergli una nitida fotografia dell’ecosistema scaleup/corporate/innovazione della capitale e il posizionamento e sviluppo di iStarter in questa cornice.

Gianfranco hai da poco organizzato un evento di presentazione di alcune selezionate scaleup italiane a una cerchia di investitori romani. Com’è andato questo ultimo appuntamento iStarter e in che direzioni si sta espandendo il nostro hub romano?

L’evento è stato un passo fondamentale nella partnership fra iStarter e Link Campus, con l’obiettivo di creare sistema tra le aziende innovative e gli investitori. L’evento, primo di una serie, ha coinvolto 60 investitori, privati e istituzionali e 6 startup selezionate.Le startup, dopo un pitch di 7 minuti, hanno potuto confrontarsi con gli investitori in incontri one-to-one.

Potresti darci la tua prospettiva sugli sviluppi futuri della partnership iStarter e Link Campus University? Quali le sinergie possibili?

E’ una mossa vincente! Permette da un lato a di mettere a fattor comune due network importanti per le scaleup e dall’altro di dare spazio a startup troppo early stage per iStarter attraverso i servizi di incubazione della JV. Sono certo che si ricaverà progressivamente spazio nel panorama nazionale.

Come professore ed esperto di startup e modelli di business, come valuti da uno a dieci l’ecosistema delle startup della capitale e perché?

L’ecosistema romano è potenzialmente molto ricco. Fatto di tante idee, altrettante piccole aziende innovative e molti finanziatori pronti a scommettere sulle stesse. La JV è il legante che permette di coagulare insieme gli ingredienti di questo potentissimo cocktail.

Puoi darci un ultimo feedback rispetto al grado di sensibilità e di interesse, nonché dei relativi investimenti, che le corporate romane riservano al tema dell’innovazione?

L’innovazione è certamente una priorità. Devo dire che le grandi corporate romane come nazionali ci stanno dedicando molta attenzione. La vera sfida è quella di adeguare cultura, tempi e sistemi decisionali ad una velocità certamente diversa.