Aprire una startup femminile in Italia ti consente di accedere a contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero fino a tre milioni di euro e garanzie statali gratuite che coprono fino all’ottanta per cento dei prestiti bancari. Lo Stato e l’Unione Europea riservano canali agevolati e premialità di punteggio ai progetti guidati da donne, sia per le attività tradizionali sia per le imprese innovative ad alto contenuto tecnologico. Per ottenere questi fondi devi strutturare la compagine societaria rispettando quote precise di partecipazione e inviare un piano d’impresa solido attraverso i canali telematici ufficiali.
Quali requisiti societari servono per definire una startup al femminile?
La legge italiana fissa criteri chiari per attribuire a un’impresa la qualifica formale di azienda a guida donna, indispensabile per partecipare ai bandi dedicati ed entrare nella sezione speciale del Registro delle Imprese. L’inquadramento normativo di partenza poggia sulla Legge 215/1992 pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che stabilisce le percentuali minime di quote e di cariche amministrative necessarie per evitare il rigetto della domanda di finanziamento. Quando imposti la divisione dei ruoli interni tra socie e collaboratori, definire con precisione un organigramma aziendale ti aiuta a chiarire i livelli di responsabilità fin dal primo giorno e a dimostrare la reale governance femminile della struttura.
A seconda della forma giuridica scelta dal notaio, la tua attività deve rispettare soglie di controllo societario ben definite:
- Ditta individuale: la titolare deve essere esclusivamente una donna, responsabile in prima persona della gestione e dell’iscrizione alla Camera di Commercio.
- Società di persone (S.n.c. o S.a.s.): le socie devono rappresentare almeno il sessanta per cento dei componenti complessivi dell’azienda. Nelle società in accomandita semplice le donne devono detenere la qualifica di socie accomandatarie con poteri diretti di firma e gestione ordinaria.
- Società di capitali (S.r.l., S.r.l.s. o S.p.a.): le donne devono possedere almeno i due terzi delle quote di capitale sociale (ossia il 66,7% del capitale) e comporre almeno i due terzi del Consiglio di Amministrazione o rivestire la carica di amministratrice unica.
- Società cooperative: la compagine sociale deve essere formata da donne per almeno il sessanta per cento della base dei soci lavoratori.
Se il tuo progetto rientra tra le startup innovative ai sensi del Decreto Legge 179/2012 convertito in Legge 221/2012 in Gazzetta Ufficiale, devi affiancare ai vincoli di genere anche i requisiti tecnologici obbligatori. Tra questi figurano l’oggetto sociale focalizzato su prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, una quota di spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il quindici per cento del valore della produzione, oppure l’impiego di personale altamente qualificato (almeno un terzo di dottori di ricerca o due terzi di laureati magistrali), o ancora la titolarità di una privativa industriale o brevetto registrato.
Quali incentivi e finanziamenti sono attivi per le startup femminili?
Nella finanza agevolata non devi attendere per forza bandi a finestra temporale ristretta, spesso soggetti al rischio di esaurimento delle risorse in pochi minuti. Le principali misure nazionali operano come sportelli aperti in modo continuativo, permettendoti di presentare domanda appena hai completato il piano d’impresa e preventivato le spese di investimento.
| Misura di incentivo | Ente gestore | Forma del finanziamento | Massimale di spesa ammessa | Destinatari e requisiti |
| ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero | Invitalia | Tasso zero (fino al 70%) + Fondo perduto (fino al 20%) | Fino a 3.000.000 € | Imprese femminili costituite da non oltre 5 anni, donne senza limiti di età |
| Smart&Start Italia | Invitalia | Tasso zero fino all’80% o 90% + Fondo perduto al Sud (fino al 30%) | Da 100.000 € a 1.500.000 € | Startup innovative a guida femminile costituite da non oltre 60 mesi o team da costituire |
| Fondo Centrale di Garanzia (Sez. Speciale Donne) | Mediocredito Centrale | Garanzia statale gratuita diretta fino all’80% sul fido bancario | Fino a 5.000.000 € | PMI e startup femminili iscritte al Registro Imprese |
| Resto al Sud | Invitalia | Fondo perduto (50%) + Finanziamento bancario a tasso zero (50%) | Fino a 50.000 € per singolo socio (max 200.000 €) | Donne fino a 55 anni residenti nelle regioni del Mezzogiorno o aree del cratere sismico |
La misura più utilizzata per la nascita di micro e piccole imprese è il programma ON – Nuove Imprese a Tasso Zero di Invitalia. Questo sportello concede un mix finanziario che copre fino al novanta per cento dei costi di progetto. Per le aziende costituite da meno di tre anni il tetto di spesa ammissibile è pari a un milione e mezzo di euro, mentre sale a tre milioni di euro per le realtà con un’anzianità compresa tra i tre e i cinque anni. Le agevolazioni non prevedono alcun vincolo di età anagrafica per le donne, azzerando le limitazioni tipiche delle misure dedicate esclusivamente all’imprenditoria giovanile e consentendo anche l’acquisto di macchinari, impianti, brevetti, licenze software e opere murarie.
Come funziona lo strumento Smart&Start Italia per startup innovative a guida donna?
Se la tua idea di business presenta un alto contenuto tecnologico, un modello di business digitale scalabile o introduce innovazioni di processo brevettabili, la corsia preferenziale a livello nazionale è la misura agevolativa promossa dal MIMIT con Smart&Start Italia. Lo strumento supporta la nascita di nuove società e premia espressamente le realtà ad assetto societario femminile attraverso condizioni di credito rafforzate.
I vantaggi specifici per una compagine societaria a prevalenza femminile:
- Innalzamento della copertura agevolata al novanta per cento: la quota di finanziamento a tasso zero copre il novanta per cento delle spese ammissibili dell’investimento, a differenza della percentuale standard fissata all’ottanta per cento per le imprese ordinarie.
- Premialità di punteggio in sede di colloquio di valutazione: la griglia tecnica di Invitalia assegna punti extra al team interamente o prevalentemente composto da donne, facilitando il raggiungimento della soglia minima per l’ammissione.
- Contributo a fondo perduto fino al trenta per cento: le startup con sede operativa localizzata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia convertono automaticamente fino a un terzo del prestito in una sovvenzione a fondo perduto che non va restituita.
- Servizi di tutoraggio tecnico-gestionale gratuito: Invitalia affianca le nuove amministratrici con esperti dedicati per supportare le fasi iniziali di rendicontazione contabile e commercializzazione del prodotto.
Per superare la selezione devi preparare un business plan per startup chiaro e sostenibile in ogni parametro economico. Gli esaminatori analizzano a fondo la scalabilità del software, dell’algoritmo o della tecnologia proprietaria, la tenuta dei conti nei primi tre esercizi e le competenze operative del team. Mostrare contratti preliminari di fornitura, lettere di intenti con partner commerciali o prototipi già testati sul mercato (Minimum Viable Product) alza sensibilmente le probabilità di ricevere l’approvazione del comitato senza richieste di integrazione documentale.
Come ottenere la garanzia pubblica sui prestiti bancari senza ipoteche?
Uno dei freni maggiori allo sviluppo di nuove aziende al femminile è il credit crunch bancario, ovvero la richiesta da parte degli istituti di credito di garanzie personali o ipoteche su immobili di famiglia prima di accordare un fido o un mutuo chirografario. Per abbattere questa barriera puoi attivare la Sezione Speciale per l’Imprenditoria Femminile del Fondo Centrale di Garanzia, coordinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite il portale del Fondo di Garanzia per le PMI.
La sezione speciale azzera i rischi dell’istituto bancario attraverso benefici operativi immediati:
- Copertura statale fino all’ottanta per cento: il Fondo pubblico garantisce direttamente la restituzione dell’ottanta per cento del finanziamento erogato, riducendo l’esposizione creditizia dell’istituto a una minima frazione residuale.
- Costo di attivazione pari a zero: le imprese femminili sono completamente esonerate dal versamento della commissione una tantum dovuta al Fondo per l’istruttoria della garanzia.
- Corsia prioritaria di esame: le pratiche inoltrate per conto di società a guida donna vengono deliberate dal comitato di gestione entro scadenze temporali abbreviate rispetto alle richieste standard.
- Divieto di garanzie reali aggiuntive: sulla quota di prestito già coperta dal Fondo la banca non può pretendere fideiussioni da terzi né ipoteche su beni personali delle socie.
Per sfruttare questa opportunità non devi rivolgerti direttamente allo Stato, ma devi richiedere alla banca o al confidi prescelto di collegare la domanda di fido alla Sezione Speciale Donne. La banca compila la scheda tecnica allegando il tuo bilancio o il piano previsionale e trasmette la pratica a Mediocredito Centrale. Una volta deliberata la garanzia pubblica positiva, l’istituto procede all’erogazione del capitale sul conto aziendale a condizioni di tasso d’interesse più favorevoli rispetto ai parametri ordinari di mercato.
FAQ – Domande frequenti
Posso aprire una startup femminile se ho più di 40 anni?
Sì, i bandi dedicati alle imprese femminili non prevedono limiti di età anagrafica per le socie o titolari.
Quante quote deve avere una donna in una SRL per accedere agli incentivi?
Le donne devono detenere almeno il 66,7% delle quote sociali e comporre almeno due terzi del Consiglio di Amministrazione.
Si può presentare domanda a Invitalia prima di costituire la società?
Sì, con Smart&Start e ON puoi fare domanda come persona fisica e aprire la società solo dopo l’ammissione al contributo.
Qual è la differenza tra finanziamento a tasso zero e fondo perduto?
Il tasso zero va restituito in rate periodiche senza interessi aggiunti, mentre il fondo perduto è un contributo a fondo cassa non rimborsabile.
La garanzia statale all’80% costa qualcosa alla nuova impresa?
No, l’accesso alla Sezione Speciale Donne del Fondo Centrale di Garanzia è completamente gratuito ed esente da commissioni.










